Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni (PGRA) – disposizioni regionali sull’attuazione nel settore urbanistico e di pianificazione dell’emergenza

Il Piano di Gestione Rischio Alluvioni (PGRA) è lo strumento operativo previsto dalla legge italiana, in particolare dal d.lgs. n. 49 del 2010, che dà attuazione alla Direttiva Europea 2007/60/CE (cosiddetta “Direttiva Alluvioni”), per individuare e programmare le azioni necessarie a ridurre le conseguenze negative delle alluvioni per la salute umana, per il territorio, per i beni, per l’ambiente, per il patrimonio culturale e per le attività economiche e sociali; tale pianoè stato approvato con DPCM 27 ottobre 2016 e costituisce stralcio funzionale del Piano di Bacino del distretto idrografico padano e ha valore di Piano territoriale di settore.

Ai sensi dell’art. 3 comma 3 , Le Amministrazioni Comunali devono conformarsi da subito alle disposizioni del PGRA in conformità con l’art. 65, commi 4, 5 e 6 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni prendendo atto dei contenuti del PGRA ed in particolare delle mappature della pericolosità e del rischio e della normativa da applicare , sia come misure di salvaguardia, sia recependola in sede di attuazione dei propri strumenti pianificatori; a tale scopo le AC devono attivare una fase di verifica ed eventuale aggiornamento delle norme urbanistiche, coordinate con quelle assunte in fase di pianificazione di protezione civile secondo quanto indicato nelle disposizioni regionali di cui alla D.g.r. X/6738/2017.e in funzione dei loro successivi aggiornamenti e riesami.

Nella cartografia, pubblicata sul sito web di Regione Lombardia, vengono individuate le aree potenzialmente esposte a pericolosità per alluvioni (mappe di pericolosità con aree a pericolosità alta-H, media-M o bassa-L) e viene stimato il grado di rischio (mappe di rischio con aree R1-moderato, R2-medio, R3-elevato o R4-molto elevato) al quale sono esposti gli elementi che ricadono entro le aree allagabili.

§  Procedura da adottare per l’adeguamento degli strumenti urbanistici comunali nelle aree individuate dal PRGA:

–          l’individuazione e la delimitazione delle aree allagabili è contenuta nelle mappe di pericolosità mentre la relativa classificazione di rischio è rappresentata nelle mappe di rischio.

–          innanzitutto, si rende necessario individuare i settori ricadenti nel territorio comunale ed in particolare gli ambiti che non siano già stati ricompresi Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico del Bacino del Fiume Po (PAI).

–          successivamente, in tali settori, occorrerà armonizzare le norme tecniche e le classi di fattibilità geologica con le norme PAI relative alle fasce fluviali, esondazioni torrentizie e conoidi, secondo le indicazioni contenute nelle norme in materia di coordinamento tra il PAI e il PGRA definite dal Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino del fiume Po (approvato con delibera n. 6/2016). disposizioni regionali che produrranno effetti immediati in termini di indirizzi e limitazioni d’uso del suolo, e comportano la necessità, per i comuni interessati dalle aree allagabili del PGRA, di procedere obbligatoriamente ad una verifica di coerenza tra i contenuti del proprio strumento urbanistico e il PGRA e, ove necessario, di procedere con l’adeguamento dello strumento urbanistico.. Parimenti è necessario procedere con una verifica di coerenza tra il Piano di Emergenza di Protezione Civile vigente e il PGRA

–         in caso di sovrapposizione tra fasce PAI e aree allagabili del PGRA, deve essere applicata la norma più restrittiva. Ai fini dell’applicazione delle presenti disposizioni è necessario individuare, attraverso la sovrapposizione tra il nuovo quadro conoscitivo derivante dal PGRA e quello proprio dello strumento urbanistico comunale vigente:

1) le aree allagabili del territorio per le quali vigono e sono confermate norme, disposizioni, indirizzi, direttive che ne regolamentano l’uso e garantiscono adeguatamente la tutela di persone e beni in relazione a possibili fenomeni alluvionali;

2) le aree allagabili di nuova introduzione o oggetto di modifica, per le quali valgono le presenti disposizioni.

§  Procedura per l’adeguamento dei piani di emergenza comunale (PEC):

–          nel PEC è necessario contemplare tutti gli scenari alluvionali del PGRA, graduati in alluvione frequente, poco frequente e rara mentre lo scenario di rischio va aggiornato rispetto a ulteriori categorie di elementi esposti individuati dal PGRA. Tali elementi vanno verificati alla scala comunale e correlati con le valutazioni del rischio condotte sull’edificato esistente nell’ambito del PGT, nonché con gli analoghi approfondimenti condotti dai gestori degli impianti e delle infrastrutture.

Gli aggiornamenti degli scenari di evento e di rischio comportano l’aggiornamento del modello di intervento all’interno del piano di emergenza comunale.

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