Negli ultimi anni l’Unione Europea ha progressivamente rafforzato il quadro normativo volto a ridurre l’impatto ambientale dei prodotti elettronici, con particolare attenzione ai dispositivi ICT. Le politiche europee si sono concentrate su aspetti quali la durabilità, la riparabilità, la possibilità di aggiornamento software e hardware, nonché il riutilizzo e il ricondizionamento delle apparecchiature.
Tra i principali riferimenti normativi si segnalano il Regolamento (UE) 2017/1369 in materia di etichettatura energetica dei prodotti connessi all’energia e il Regolamento (UE) 2024/1252 relativo al quadro europeo sulle materie prime critiche e al loro approvvigionamento sostenibile, che mira a garantire maggiore sicurezza e riduzione dell’impatto ambientale lungo le catene di fornitura.
L’attenzione crescente verso questi temi deriva dal rilevante impatto ambientale associato all’intero ciclo di vita delle apparecchiature elettroniche, che comprende le fasi di produzione, distribuzione, utilizzo e fine vita. In particolare, diversi studi internazionali stimano che entro il 2040 il settore ICT potrebbe arrivare a generare fino al 14% delle emissioni globali di gas serra, rendendo necessario un intervento normativo strutturato e uniforme.
Il quadro nazionale: DM 11 marzo 2026
In questo contesto si inserisce il Decreto Ministeriale 11 marzo 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che definisce i nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) applicabili agli affidamenti pubblici per l’acquisizione o il noleggio di dispositivi digitali, quali computer, tablet, monitor e smartphone.
Il decreto si inserisce nell’ambito del Green Public Procurement (GPP), rafforzando gli obblighi per le Pubbliche Amministrazioni nell’integrazione di criteri ambientali nelle procedure di acquisto e gestione delle forniture ICT.
Ambito di applicazione
Il DM si applica agli affidamenti pubblici relativi a:
- fornitura di personal computer fissi e portatili;
- tablet e dispositivi mobili;
- monitor e periferiche video;
- smartphone e dispositivi di comunicazione;
- servizi di noleggio operativo e gestione del parco dispositivi ICT.
Le disposizioni riguardano sia l’acquisto diretto dei beni sia le formule di noleggio, leasing operativo e servizi correlati alla gestione del ciclo di vita dei dispositivi.
Principali criteri ambientali introdotti
Il decreto introduce una serie di requisiti obbligatori e criteri tecnici che le stazioni appaltanti devono includere nei bandi di gara e nei capitolati tecnici.
In particolare, le Pubbliche Amministrazioni sono tenute a:
- prevedere, all’interno delle procedure di acquisto, una quota minima di dispositivi ricondizionati o rigenerati, secondo le percentuali stabilite dal decreto e differenziate in base alla tipologia di dispositivo e alla destinazione d’uso;
- richiedere che i prodotti rispettino requisiti minimi in termini di durabilità fisica e prestazionale, con particolare riferimento alla resistenza dei componenti soggetti a usura;
- garantire la riparabilità dei dispositivi, anche attraverso la disponibilità di pezzi di ricambio e documentazione tecnica per un periodo minimo definito;
- assicurare l’efficienza energetica dei dispositivi, in linea con gli standard europei più aggiornati;
- disciplinare in modo specifico la gestione delle batterie, con requisiti relativi alla durata, sostituibilità e sicurezza;
- verificare la conformità tecnica e ambientale dei prodotti forniti rispetto ai requisiti CAM previsti dal decreto;
- inserire nei contratti clausole obbligatorie relative al ritiro dei dispositivi obsoleti da parte del fornitore e alla loro corretta gestione nell’ambito dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE).
Criteri premianti e requisiti aggiuntivi
Oltre ai requisiti obbligatori, il decreto prevede l’introduzione di criteri premianti nelle procedure di gara.
Tali criteri possono includere, a titolo esemplificativo:
- l’impiego di materiali riciclati nella produzione dei dispositivi;
- l’adozione di processi di produzione a ridotto impatto ambientale;
- la riduzione degli imballaggi e l’utilizzo di packaging riciclabile o riutilizzabile;
- l’estensione della vita utile dei dispositivi attraverso servizi di manutenzione e aggiornamento;
- la disponibilità di programmi di ritiro, riuso e rigenerazione delle apparecchiature ICT.
I punteggi aggiuntivi vengono attribuiti agli operatori economici in grado di dimostrare un maggiore livello di sostenibilità lungo l’intero ciclo di vita del prodotto, secondo i criteri definiti nei documenti di gara.
